Comitato Regionale
Trentino
News
Domenica 17 dicembre la fase regionale di Coppa Brema
giovedì 14 dicembre 2017

Domenica 17 dicembre alla piscina Ito Del Favero a Trento si disputerà la FASE REGIONALE della Coppa Brema valida anche per il Campionato Nazionale a Squadre. In vasca le migliori società della Regione con schierati gli atleti di punta.

FASE NAZIONALE COPPA BREMA – CAMPIONATO NAZIONALE A SQUADRE SERIE A1
A questa fase accederanno le Società classificate ai primi OTTO posti della graduatoria nazionale compilata sulla scorta dei punteggi ottenuti nella Fase Regionale (con graduatorie separate per il settore femminile e per il settore maschile). La classifica integrata delle diverse fasi regionali determinerà direttamente, per l’anno natatorio 2017-2018, la graduatoria di ciascun settore della serie A2 (dal 9° al 16° posto) e della serie B (dal 17° al 40° posto).

LA RICOSTRUZIONE STORICA

Riteniamo possa essere questo un documento utile ai più giovani che non conoscono quel tragico evento e utile a tutti noi per ricordare una volta ancora i caduti del 28 gennaio 1966 alla cui memoria è appunto dedicata la Coppa Caduti di Brema.


Perchè la "BREMA"?

Con l’arrivo del mese di dicembre, si avvicina la fatidica data in cui si “scende in acqua” per i concentramenti regionali della Coppa Brema, dove le prime otto squadre d’Italia (maschile e femminile) in base al punteggio ottenuto in qualifica, daranno vita alla finale nazionale, che si disputerà alla fine del mese di gennaio. Questo appuntamento, ormai è considerato dagli addetti ai lavori, come il vero campionato a squadre invernale, ma cosa vuol dire “La Coppa Brema ”?

Non tutti sanno che il 28 gennaio 1966 all’aeroporto di Brema precipitò al suolo, in fase di atterraggio, il velivolo della Lufthansa che trasportava 46 persone, di cui 7 atleti della nazionale azzurra, il loro tecnico Paolo Costoli ed il commentatore RAI, Nico Sapio. Nessun superstite. Noi di NPI (dopo un lungo e paziente lavoro) vorremmo provare a raccontarvi cosa successe, affinché il vero spirito di questa competizione non sia solo il “toccare davanti”, ma anche rendere onore a questi atleti che venivano considerati come la nazionale più forte che l’Italia avesse mai espresso dal dopoguerra.

Il 1965 era stato un anno d’oro per il nuoto azzurro, uscivamo vincenti dal “Sei Nazioni” davanti ad Inghilterra e Germania Ovest, con una rinnovata forza e la consapevolezza di avere finalmente un gruppo di giovani validi per guardare con ottimismo al futuro, guidati da un capitano entusiasta e veloce come Bruno Bianchi, da un ex-primatista europeo nei 100 dorso, Dino Rora, che puntava a riprendersi lo scettro continentale e Sergio De Gregorio che risultava terzo nelle graduatorie europee dei 200 sl.
Il palcoscenico di Brema, meeting importantissimo che richiama nuotatori americani, australiani e giapponesi, rappresentava quindi il trampolino ideale per una consacrazione internazionale.

In pieno fermento da convocazioni, nel gennaio ’66 iniziano a circolare i nomi della pattuglia che avrebbe rappresentato l’Italia; Bruno Bianchi e Dino Rora (FIAT Ricambi), Amedeo Chimisso (R.N. Patavium) che sta esplodendo nel dorso e nei misti, De Gregorio (Roma Nuoto) che viene “premiato” per essere al momento il miglior nuotatore d’Italia, per il settore femminile il primo nome è quello di Luciana Massenzi (Roma Nuoto), dorsista, alla quale andrà ad aggiungersi qualche altra ragazza.

Come spesso accade però, è un piccolo avvenimento che può cambiare la vita delle persone, ed anche questa volta il destino, beffardo, mette la sua mano sulla scelta degli atleti e del tecnico, decidendo chi avrà salva la vita e chi purtroppo, No.

E così che il presidente federale Parodi, suggerisce il nome di Daniela Samuele (Can. Olona) farfallista e mistista, di cui conosce bene i sacrifici a cui si sottopone per poter nuotare, ed all’ultimo spunta il nome di Carmen Longo (R.N. Bologna) ranista, che si mette in evidenza per gli ottimi tempi che sta nuotando, andrà anche lei a Brema; purtroppo. Il gruppo è così completo, il tecnico non sarà Bubi Dennerlein come inizialmente comunicato, ma Paolo Costoli, molto popolare per la sua personalità ed il suo passato, è stato il più famoso nuotatore italiano dell’anteguerra, oltre ad essere l’allenatore di De Gregorio e Massenzi. SI PARTE! Nel contempo si apprende la notizia che il meeting sarà trasmesso in eurovisione.

Curiosamente, da questo gruppo rimangono esclusi i laziali Daniela Beneck e Pietro Boscaini cui il loro tecnico esprime parere negativo in merito alla loro partecipazione al meeting, in quanto completamente fuori condizione, dovranno a lui la loro vita, mentre la “numero uno” di farfalla e misti, Elisabetta Noventa deve ringraziare un esame universitario improrogabile.

Il ritrovo è previsto a Milano, con partenza da Linate, ma l’aeroporto è chiuso per nebbia, bisognerebbe andare a Brema in treno, ma i nuotatori non sono contenti in quanto il viaggio risulterebbe troppo lungo, la federazione trova comunque una soluzione, un aereo della Swissair partirà ugualmente facendo scalo a Zurigo, da lì si potrà raggiungere Francoforte e poi Brema. Gli azzurri, ai quali si era aggiunto all’ultimo il telecronista RAI, Nico Sapio, arriveranno a Zurigo e poi da lì a Francoforte, ma perderanno fatalmente la coincidenza per Brema, aspetteranno il volo successivo che si schianterà al suolo.

In un’ Italia di 40 anni fa, dove non esisteva internet, telefonia mobile e televisione via cavo, la notizia all’inizio passò abbastanza inosservata, anche perché la nostra nazionale non doveva trovarsi su quel volo, ma una ridda di voci che rimbalzavano sempre più insistenti anticiparono quanto le autorità tedesche avrebbero da lì a poco confermato.
In varie città d’Italia, da Torino, a Roma, a Bologna, a Milano, a Venezia, a Trieste, qualcuno con la morte nel cuore fu costretto ad informare famiglie, che non volevano e non potevano credere a certe parole.
Il padre di Daniela Samuele, fuori città per lavoro, apprese della sciagura dai giornali in edicola il giorno successivo.

Questo è il motivo per cui la Federazione, per commemorare la memoria di questi atleti, ha ideato la “Coppa Brema”, inizialmente riservata a quelle società che avevano perduto i loro ragazzi per colpa di un destino nefasto.
Venne successivamente aperta a tutte le squadre, nella formula che noi oggi conosciamo.

I CADUTI DI BREMA

BRUNO BIANCHI (FIAT RICAMBI), nato a Trieste il 26 – 9 – 1943, capitano della nazionale, tre volte campione italiano assoluto nei 100 e 200 s.l., più volte primatista italiano, vanta ben 40 presenze in azzurro con due partecipazioni olimpiche Roma ’60 e Tokyo ’64 dove arrivò ottavo con la staffetta 4 x 200 s.l.
Il nuovo impianto natatorio di Trieste è a lui dedicato.

CHIAFFREDO “DINO” RORA (FIAT RICAMBI), nato a Torino il 5 – 3 – 1945, allora era una dei quattro nuotatori italiani ad aver detenuto il record europeo nei 100 dorso con 1’01”9. Quindici titoli assoluti e tredici primati italiani di cui 5 individuali nei 100 e 200 dorso. Vanta 15 presenze in azzurro con una partecipazione olimpica a Tokyo ’64 dove raggiunse la finale in staffetta.
La piscina di Torino della SISPORT FIAT porta il suo nome.

SERGIO DE GREGORIO (ROMA NUOTO), nato a Roma il 24 – 2 – 1946, aveva conquistato cinque titoli assoluti nei 200 – 400 – 1500 s.l. e 16 record di cui 8 individuali. Vanta 16 presenze in azzurro con una partecipazione olimpica a Tokyo ’64 dove raggiunse la finale in staffetta.

AMEDEO CHIMISSO (R.N. PATAVIUM), nato a Venezia il 26 – 10 – 1946, detentore della miglior prestazione “ognivasca” nei 200 misti, stabilita due giorni prima della tragedia con 2’24”2; si distingueva molto bene anche nel dorso.
Era all’alba della sua esperienza azzurra con una sola presenza.

LUCIANA MASSENZI (ROMA NUOTO), nata a Roma il 22 – 11 – 1945, aveva conquistato 4 titoli assoluti nei 100 dorso e sei volte primatista italiana nella medesima distanza. Vanta 10 presenze in azzurro.

CARMEN LONGO (R.N. BOLOGNA), nata a Bologna il 16 – 8 – 1947, aveva conquistato 4 titoli assoluti nei 100 e 200 rana, primatista italiana nei 200 rana. Vanta 4 presenze in azzurro.
La piscina di Bologna porta il suo nome.

DANIELA SAMUELE (CAN. OLONA), nata a Genova l’ 11 – 9 – 1948, mistista e delfinista non aveva ancora vinto un titolo assoluto al cospetto di una brillante carriera giovanile. I suoi primati personali erano di 1'13"6 nei 100 delfino e 6'01"8 nei 400 misti. Vanta 2 presenze in azzurro.
La piscina di Milano porta il suo nome.

PAOLO COSTOLI (All. ROMA NUOTO), nata a Firenze il 12 – 6 – 1910, è stato il più forte nuotatore italiano dell’anteguerra, due medaglie di bronzo agli Europei del ’31 e due medaglie d’argento agli Europei del ’34 nei 400 e 1500 s.l., 14 titoli assoluti e 11 record italiani e quattro scudetti vinti come pallanotista nelle file della R.N. FLORENTIA.

NICO SAPIO (Cronista RAI), nato a Genova, si unì alla Nazionale all’ultimo momento, doveva commentare le gare per la televisione italiana, in quanto il meeting veniva trasmesso in Eurovisione.
Ogni anno l’omonimo trofeo internazionale di Genova, commemora la sua figura.

© www.sportrentino.it - strumenti per i siti sportivi - pagina creata in 1,188 sec.

Comitato Trentino Federazione Italiana Nuoto
Via della Malpensada, 84 - 38123 Trento | Tel. 0461.231456 | email: fin@fintrentino.it
C.F. 05284670584 - P.I. 01384031009 - Reg. Persone Giuridiche n. 19/01 - Iscritta al Registro della Protezione Civile